Liane Monsone frequenta il liceo Artistico di Catania ma contemporaneamente ha già i primi contatti con il mondo del lavoro. Liane é sempre stata un'ottima alunna e il disegno a mano libera la coinvolge totalmente. Anche se i lavori che rimedia dapprincipio sono congeniali alle sue attitudini e non corrispondono ai sui voti, riesce infine ad inoltrarsi nel campo a lei più familiare. Dipinge prevalentemente quadri ad olio e murales (con smalti) e pian piano perfeziona le sue tecniche. Giunta in America si accosta, se pur ancora timidamente, all'arte del tatuaggio, ma poi vi ritorna una seconda volta nel 1991 e si familiarizza maggiormente con questo tipo d'arte che presto la attrae di più suggerendole un possibile sbocco professionale ed un futuro nella sua città. Va allora alla ricerca di chi sia già esperto in questo campo ed apprende i rudimenti
del mestiere. Nel 1992 dà inizio alla sua attività, si rifornisce di tutto ciò di cui a bisogno: macchinari, colori vegetali antiallergici, etc.
Liane ha imparato a comprendere quest'arte ed amarla, sostiene infatti, che il tatuaggio è una delicata espressione dell'anima, ed ha un valore scopertamente simbolico atto a rendere originale ed inconfondibile una persona. Ne suoi tatuaggi, Liane fa scoprire la sua ricca personalità e la complessività delle tecniche apprese: predilige i disegni in chiaro-scuro e gli shadow, che rievocano i classici disegni realizzati a matita. Il tatuaggio é indubbiamente un'arte giovane,
alle nostre latitudini, che va capita ed analizzata, che ha un suo significato “sociale”, ma in cui, ha giudizio della Monsone, occorre guardarsi dal scadere nel superficiale o nel mero estetismo. Liane, oltre ad occuparsi della propria arte, collabora attualmente con un chirurgo plastico-estetico per trovare delle soluzioni nuove ed originali da applicare alla sua attività, specie nel campo degli inestetismi più fastidiosi. Così continua a perfezionarsi migliorando le proprie tecniche per essere sempre all'avanguardia e per offrire ai clienti il meglio della sua professionalità.
Sostiene altresì che il boom del tatuaggio, in questo periodo, è un fenomeno di grande interesse e di vasta portata, in ragione del fatto che esso mette prepotentemente in risalto il desiderio di affermazione e tutela individuale in un periodo in cui i connotati personali tendono a sfumare in una generica anonimia.